
IL PARERE DELLO SPECIALISTA
Terapia nutrizionale nell’anziano affetto da IRC
L. Morandi

Per una corretta impostazione della dietoterapia è importante una adeguata valutazione delle abitudini alimentari, al fine di elaborare una strategia nutrizionale appropriata al paziente; elemento, questo, ancora più importante quando viene presa in cura una persona anziana con abitudini alimentari e comportamentali molto radicate. Per tale motivo le indicazioni di Piccoli et al del 20152 raccomandano l’utilizzo di specifici alimenti aproteici. I vantaggi sono legati al poter mantenere le normali abitudini, scegliendo fonti proteiche a elevato valore biologico.3
Comorbilità
Malnutrizione calorico-proteica
Per poter evidenziare uno stato di malnutrizione sono stati ipotizzati diversi markers. Bassi livelli di albumina, prealbumina5 e colesterolo6 vanno a fornire le prime indicazioni di malnutrizione a livello ematico. Oltre a questi, va valutato l’indice di massa corporea (Body Mass Index - BMI) che, al contrario che nella popolazione generale, diventa un marker predittivo negativo se scende sotto i 25 kg/m2.7 Inoltre, vanno valutate le modifiche del peso nel corso del tempo: un altro potenziale segno di sviluppo di PEW, infatti, è un calo ponderale non volontario nei mesi precedenti. Utilissimo strumento di controllo e valutazione dello stato nutrizionale è il bioimpedenziometro grazie a cui si può valutare lo stato dei vari compartimenti corporei andando ad analizzare l’incremento o il decremento della massa muscolare (Fig. 1). Per scongiurare questa complicanza è importante fornire al paziente un controllato intake proteico, preferibilmente da fonti nobili. Inoltre bisogna somministrare un fabbisogno energetico di almeno 30/35kcal/kg p.c./die per evitare il catabolismo proteico.

Figura 1.Paziente sottoposta a impedenziometria per l'analisi della composizione corporea e dello stato nutrizionale.
- ematochimici:
- albumina serica <3,8 g per 100 ml
- prealbumina serica <30 mg per 100 ml
- colesterolo totale <100 mg per 100 ml
- corporei
- BMI <23 g/m2
- perdita di peso non intenzionale maggiore al 5% negli ultimi tre mesi
- fat mass <10%
- riduzione della massa muscolare >5% negli ultimi 3 mesi
- controllo dell’intake calorico
- <25 kcal/kg p.c. al giorno per almeno due mesi.
In conclusione, la terapia nutrizionale è uno strumento valido nel ritardare la dialisi. Il suo cardine è la riduzione dell’apporto proteico, del sodio e del potassio, per diminuire fosforo, prodotti di scarto circolanti e non sovraccaricare il rene. Nell’impostare questa terapia bisogna porre attenzione che le persone anziane non sviluppino la PEW.
Bibliografia
- Chronic Kidney Disease (2010) Evidence-Based Nutrition Practice Guideline
- Piccoli GB, Vigotti FN, Leone F, Capizzi I, Dadola G, Cabiddu G, Avagnina P. Low-protein diets in CKD: How can we achieve them? Clin Kidney J (2015) 8: 61-70
- Fouque D, Kalantar-Zadeh K, Kopple J et al. A proposed nomenclature and diagnostic criteria for protein-energy wasting in acute and chronic kidney disease. Kidney Int 2008; 73: 391–398.
- Kalantar-Zadeh K, Block G, McAllister CJ et al. Appetite and inflammation, nutrition, anemia, and clinical outcome in hemodialysis patients. Am J Clin Nutr 2004; 80: 299–307.
- Kalantar-Zadeh K, Cano NJ, Budde K, Chazot C, Kovesdy CP, Mak RH, et al. Diets and enteral supplements for improving outcomes in chronic kidney disease. Nat Rev Nephrol 2011;7: 369-84.
- Cano NJ, Aparicio M, Brunori G, Carrero JJ, Cianciaruso B, Fiaccadori E, et al. ESPEN guidelines on parenteral nutrition: adult renal failure. Clin Nutr 2009;28: 401-14.
- Ikizler TA, Cano NJ, Franch H, Fouque D, Himmelfarb J, Kalantar-Zadeh K, et al. Prevention and treatment of protein energy wasting in chronic kidney disease patients: a consensus statement by the International Society of Renal Nutrition and Metabolism. Kidney Int 2013;84: 1096-107.
- Ikizler TA, Cano NJ, Franch H, Fouque D, Himmelfarb J, Kalantar-Zadeh K, et al. Prevention and treatment of protein energy wasting in chronic kidney disease patients: a consensus statement by the International Society of Renal Nutrition and Metabolism. Kidney Int 2013;84: 1096-107.
Luca Morandi
Medico chirurgo, Milano
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Marco Moia Centro Emofilia e Trombosi - Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano
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